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Batterie Silver Calcium

La nuova batteria Silver-Calcium Ford fissa nuovi standard in materia di durata e capacità di avviamento. L'argento migliora la resistenza alla corrosione e allo stesso tempo riduce la resistenza interna. L'enorme potenza della batteria Silver-Calcium Ford copre anche il fabbisogno energetico più elevato e garantisce partenze tranquille. Per questo motivo, già dal 1998, Ford monta su tutti i veicoli nuovi batterie Silver-Calcium.

La batteria Silver-Calcium Ford è la perfetta combinazione tra batteria di avviamento dotata di una forte corrente di avviamento a freddo e accumulatore di energia dall'elevata capacità. Un altro vantaggio decisivo è la sua estrema resistenza ai cicli di carica e scarica. Garantisce un'affidabile alimentazione degli apparati elettrici a bordo, anche nelle auto più accessoriate.

Prestazioni

Il compito principale di una batteria è sempre stato quello di far partire il motore. Per poter far questo, una batteria deve essere in grado di fornire corrente anche dopo un lungo periodo di inutilizzo, in condizioni di basse temperature e quando non è completamente carica. E' per questo che gli elettrodi sono composti da un molteplice numero di sottili lastre di piombo con un'ampia superficie. Questa struttura mantiene al minimo la resistenza interna della batteria e permette che ci sia la corrente necessaria per l'avviamento. Tuttavia le batterie sono estremamente sensibili alle scariche profonde. Durante tali tipi di carica le sottili lastre aumentano enormemente di volume e cominciano ad esercitare pressione sui separatori. Se i separatori si rompono, la batteria può andare in corto circuito.

Durata

L'aumento delle componenti elettriche ed elettroniche che equipaggiano i moderni autoveicoli ha fatto sì che anche le necessità di resistenza ai cicli di carica e scarica siano enormemente accresciute. Con queste si intende la capacità che ha una batteria di reggere il più possibile processi di carica e di scarica. Un ciclo, in questo senso, è l'intervallo tra la scarica e la successiva ricarica. A seconda del suo sistema di costruzione una batteria di avviamento può arrivare fino a 33 cicli di carica al 50%. Attraverso la carica ciclica la massa attiva attaccata alle griglie subisce delle deterioramenti. La massa si stacca o si scioglie in soluzione e non prende più parte ai processi elettrochimici.

Lo stesso effetto può essere causato anche per esempio da forti scosse o da vibrazioni continue.

In una batteria che viene spesso caricata e scaricata con correnti alte, può verificarsi la cosiddetta stratificazione dell'acido.

Anche questo fenomeno influisce negativamente sulla vita della batteria. L'acido non si distribuisce in maniera omogenea tra gli elettroliti ma cade sul fondo a causa del suo peso specifico. Questo comporta che solamente una piccola parte delle lastre fornisce energia, mentre nelle altre avviene la solfatazione.

L'invecchiamento della batteria dipende quindi in gran parte dalle sue condizioni di utilizzo. Più spesso, più profondamente e più a lungo essa si trova in uno stato di scarica totale o parziale, più velocemente il processo di invecchiamento procede irreversibilmente.

Le alte temperature, nel vano motore ad esempio,accelerano questo processo.     

Tensione di riposo

Le batterie non utilizzate per lunghi periodi possono scaricarsi. Questo vale anche per le batterie nuove di fabbrica! Per evitarlo bisogna verificare regolarmente lo stato di carica. Gli intervalli di verifica cambiano se la batteria è o meno allacciata. Secondo TSI 72/2007 le batterie collegate dovrebbero essere controllate mensilmente e quelle non collegate ogni 6 mesi.

I tester elettronici sono adatti solo per batterie che sono state usate per un certo periodo. Non possono dire niente riguardo alle capacità di batterie nuove o mai usate. Solo la verifica della Tensione di riposo (ingl.: open circuit voltage – OCV) in questo caso può indicare stato di carica. Tale misurazione può essere praticata anche con un comune voltmetro digitale. In questo modo viene misurata la tensione diretta tra il polo positivo e negativo.

Una batteria nuova e precaricata dovrebbe avere una tensione di riposo di almeno 12,5 Volt. Se il valore è inferiore la batteria deve essere caricata e testata di nuovo o, se è il caso, smaltita.

Sovraccarica

Si parla di sovraccarica quando una batteria è già completamente carica, ma si continua a tenerla sotto tensione. Questo succede per esempio in caso di interruttori di regolazione difettosi e può provocare un danno permanente alla batteria. Non potendosi più formare solfato di piombo, succede che l'acqua si scompone nelle sue componenti. Le conseguenze, a parte il consumo di acqua, sono la formazione di gas detonanti, la corrosione delle superfici della griglia causata dall'ossigeno e la conseguente perdita di conducibilità elettrica.

Difetti della batteria

Le cause più frequenti di guasti sono la solfatazione a seguito di scariche profonde, la corrosione della griglia per sovraccarica e l'invecchiamento precoce per alto numero di cicli.

Le scariche profonde si hanno già quando la tensione di riposo della batteria è sotto i 12 Volt. In questa condizione si è già formato tanto solfato di piombo. Se la batteria viene subito ricaricata potrebbe non succedere niente. Tuttavia se la batteria viene lasciata in questo stato per un periodo più lungo, avviene la solfatazione. Si formano dei grandi cristalli di solfato che non si decomporranno più.

Con il livello di scarica, cala anche la densità dell'acido e aumenta il pericolo che l'elettrolita ghiacci. La pressione interna conseguente danneggia le piastre e la scatola. Inoltre la batteria con l'elettrolita gelato non può fornire la minima energia e prima di caricarla bisogna aspettare che si decongeli.

I difetti di funzionamento dovuti a danni interni alla batteria sono irreparabili. Esempi di questo tipo di danno sono: corto circuito interno per usura dei separatori, massa attiva precipitata sul fondo, interruzioni di celle e contatti tra piastre. Nell'ultimo caso la batteria spesso può ancora essere scaricata e anche caricata con piccole correnti. Tuttavia anche se completamente carica la tensione collassa subito al momento della partenza.

e batterie collegate dovrebbero essere controllate mensilmente e quelle non collegate ogni 6 mesi.

I tester elettronici sono adatti solo per batterie che sono state usate per un certo periodo. Non possono dire niente riguardo alle capacità di batterie nuove o mai usate. Solo la verifica della Tensione di riposo (ingl.: open circuit voltage – OCV) in questo caso può indicare stato di carica. Tale misurazione può essere praticata anche con un comune voltmetro digitale. In questo modo viene misurata la tensione diretta tra il polo positivo e negativo.

Una batteria nuova e precaricata dovrebbe avere una tensione di riposo di almeno 12,5 Volt. Se il valore è inferiore la batteria deve essere caricata e testata di nuovo o, se è il caso, smaltita.

    

   

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